Blue Flower

Ticino, 20.09.2016,  la RSI presenta alla trasmissione Il Quotidiano, un approfondimento sul tema del lupo in Ticino.

Per chi lo vuole vedere, può collegarsi al link sotto (edizione del 20.09.16) "il lupo è tornato in Ticino" (lo trovate nella pagina internet in basso):

http://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/il-quotidiano/

Nel filmato integrale del quotidiano, il reportage inizia al minuto 21:30 ca.

BERNA, 16 settembre 2016 - Il lupo potrebbe essere cacciato tutto l'anno in Svizzera. Il Consiglio nazionale ha dato seguito oggi a un'iniziativa del canton Vallese che chiede di togliere a questo predatore lo statuto di specie protetta. Il Consiglio degli Stati, che l'aveva in precedenza respinta, è quindi chiamato nuovamente a pronunciarsi.

Con 101 voti contro 83, il Nazionale si è allineato alla sua commissione dell'ambiente, che proponeva - seppur di misura - di approvare l'iniziativa denominata "La festa è finita". Il testo chiede che il lupo possa essere cacciato tutto l'anno e che la Convenzione di Berna sia rinegoziata, introducendo una riserva che escluda la protezione del lupo in Svizzera.

A nome della commissione, Yannick Buttet (PPD/VS) ha spiegato che le misure di prevenzione (protezione delle greggi, abbattimenti isolati) attuali non bastano. Esse non sono soltanto costose e difficili da applicare nelle regioni alpine, ma non permettono neppure di evitare tutti gli attacchi da parte dei lupi.

La protezione delle greggi rischia inoltre di compromettere lo sviluppo del turismo, ha sottolineato Buttet. Infine, il territorio svizzero è così densamente popolato che una coabitazione con il lupo sarebbe in ogni caso difficile.

A nulla è valso l'intervento di Silva Semadeni (PS/GR) in favore di un compromesso: allineandosi alla Camera dei cantoni, la consigliera nazionale grigionese puntava su una soluzione equilibrata che tenga conto sia delle rivendicazioni delle regioni di montagna che degli imperativi di protezione del lupo.

Il Consiglio federale ha appena posto in consultazione una revisione della legge sulla caccia per facilitare l'abbattimento dei lupi, ha ricordato.

Nel marzo scorso gli Stati avevano respinto una mozione del "senatore" Beat Rieder (PPD/VS) simile all'iniziativa cantonale vallesana.

Articolo di TicinoOnline: http://www.tio.ch

30.08.2016, Val Morobbia - La notizia dell’avvistamento, tramite fotocellule piazzate dai guardiacaccia, di una nuova cucciolata di lupi in Val Morobbia non deve meravigliare.

di Armando Donati, presidente ATsenzaGP, sezione Ticino

Sarà purtroppo così anche nei prossimi anni. Nel Calanda siamo già arrivati alla quinta cucciolata!

La probabilità di predazioni dei nostri animali che pascolano sugli alpi e sui monti dal mese di maggio a novembre non potrà che aumentare. Il 2015, con 46 capi predati, accertati secondo l’analisi del DNA, è stato l’anno peggiore. Il 2016 non è ancora terminato e, purtroppo, ne possono ancora capitare di fattacci, da qui al mese di dicembre.


Val Morobbia

Val Morobbia


La conseguenza sarà l’abbandono di alpi e di monti, sfruttati da secoli, nonché la diminuzione delle aziende agricole che allevano capre e pecore secondo metodi tradizionali, aziende che permettono di fabbricare ottimi prodotti (molto apprezzati), di gestire anche i territori più marginali, di assicurare un’ottima qualità di vita ai nostri animali e di mantenere un po‘ di vita anche nei villaggi più periferici delle nostre valli.

È questo lo scotto che dovremo pagare alla protezione assoluta del lupo, anche se non più a rischio di estinzione, prevista dalla legislazione federale. Siamo disposti a tanto? E dove sono finiti i cuccioli dello scorso anno di cui non si sente più parlare? Saranno emigrati altrove (in Italia? Nel Canton Uri?) a fare danni, a suscitare rabbia e sconforto tra gli allevatori, a ricevere fucilate tra le orecchie. I genitori di questi cuccioli ed ora anche i piccoli arrivati di cosa vivono? Visto che recentemente non ci sono state notizie di attacchi ad animali di reddito, non resta che pensare alla selvaggina. Infatti i cacciatori, in certe zone del Ticino, continuano a constatare un vistoso calo dei capi presenti. Quindi oltre alle aziende di allevamento dovremo sacrificare anche la caccia. La posta in gioco è questa.

Esserne coscienti è già qualcosa. Saper reagire, cambiando la legislazione, sarebbe ancora più saggio.

Ricordiamo che in caso di necessità, l’Associazione per un Territorio senza Grandi Predatori (ATsenzaGP) sezione Ticino offre il proprio sostegno agli allevatori colpiti, per questo vi invitiamo a contattare i seguenti recapiti telefonici (091 851 90 93 oppure 079 412 32 17).

Luglio 2016, Turtmann - Su un’alpe della valle Turtmann in Vallese quest’estate si intendeva proteggere in modo efficace un gregge di 350 pecore dagli attacchi del lupo. Si sono perciò ingaggiati due pastori e quattro cani da protezione delle greggi. Per dimostrare che con una protezione ottimale è possibile tenere a bada i lupi l’associazione CH-Wolf ha sostenuto il progetto con diecimila franchi.


Ciononostante a metà luglio il lupo ha sbranato cinque pecore e in seguito i cani da protezione si sono gettati sui resti dei cadaveri delle pecore che avrebbero dovuto proteggere. Anche sull’alpe Halden in Flums Kleinberg all’inizio di agosto un lupo ha ucciso o ferito gravemente dieci pecore.

Sebbene in seguito si siano ingaggiati due cani da protezione appositamente addestrati, il 19 agosto il predatore ha ucciso sulla stessa alpe altre due pecore. Un giorno più tardi sull’alpe Muchetta presso Filisur un lupo ha di nuovo ucciso 10 pecore, nonostante la presenza di tre cani da protezione e di due cani pastori. La pastora ha osservato a circa 700 metri dal gregge il lupo in vicinanza di una delle cagne in calore. Si è forse accoppiata con il lupo, invece di proteggere le pecore?



Questi esempi attuali mostrano una volta di più il problema del reinsediamento dei grandi predatori e quanto sia difficile proteggere le greggi, compito molto impegnativo anche senza la presenza del lupo. È per questo che le Associazioni per un territorio senza grandi predatori si impegnano per l’abolizione dell’assoluta protezione dell’orso, del lupo e dalla lince, rendendoli cacciabili.

Se l’attuale politica di reinsediamento non viene arrestata, i problemi aumenteranno in modo drastico. Fino ad oggi in Svizzera è accertata la presenza di «soli» due branchi di lupi e quella periodica di singoli orsi. Secondo uno studio di KORA (Organizzazione che si occupa dell’ecologia dei carnivori e della gestione della fauna selvatica) nel nostro paese ci sarebbe posto per 65 branchi con circa 305 lupi: ne risulterebbe una catastrofe!

Dobbiamo congedarci dalle fantasie romantiche di regioni selvagge nel mezzo di un paese densamente popolato come il nostro. Siamo assolutamente contrari all’idea di lasciar inselvatichire le regioni marginali di montagna che «non rendono» e di concentrare la popolazione in cosiddette aree metropolitane o in agglomerazioni urbane. È molto più ragionevole mantenere e sostenere le nostre strutture decentrate di piccole dimensioni e di sfruttare le regioni montane per l’agricoltura, per la ricreazione della popolazione e per attività sportive.

Rico Calcagnini, Associazione territorio senza grandi predatori GR

L'associazione territorio svizzero senza grandi predatori difende gli interessi della popolazione di montagna, dell'agricoltura, del turismo e della caccia che soffrono per le conseguenze della presenza dei grandi predatori come il lupo, l'orso, la lince.

Mozione Rieder bocciata al Consiglio degli Stati

Il 9 marzo 2016 il Consiglio degli Stati ha bocciato con 26 contro 17 voti la mozione Rieder (Imoberdorf) che voleva rendere cacciabile il lupo durante tutto l'anno. Gli oppositori hanno fatto valere l'argomento che l’allentamento della possibilità di cacciare il lupo avrebbe causato il loro nuovo sterminio in Svizzera. La nostra associazione è dell'opinione che la competenza nel campo dei grandi predatori dovrebbe essere data ai cantoni.

Dibattito sulla mozione Engler

Nel giugno 2014 il Consiglio degli Stati ha approvato la mozione Engler che nel marzo 2015 è stata approvata anche dal Consiglio nazionale. L'amministrazione federale prepara una revisione di legge o di decreto, che probabilmente verrà messa in consultazione nell’agosto del 2016. Nel caso di una revisione legislativa le due camere dibatteranno la legge nella primavera del 2017. Nel caso di un cambiamento di decreto non ci sarebbe un dibattito. La mozione Engler cementa l'attuale insoddisfacente strategia della Confederazione relativa ai grandi predatori. Essa non dà una risposta agli alti costi di realizzazione, alla violazione dei diritti fondamentali e del principio di sussidiarietà.

CAPT-N sostiene l'iniziativa parlamentare del Vallese

La commissione dell'ambiente del Consiglio nazionale ha dibattuto sull'iniziativa parlamentare del canton Vallese «Wolf! fertig lustig», che chiede l'uscita dalla Convenzione di Berna e la cacciabilità del lupo. Una maggioranza della Commissione sostiene l'iniziativa e consiglia la grande camera di approvarla. Una volta di più si vede il disagio dei parlamentari nei confronti della strategia intrapresa dalla Confederazione.

Diritti fondamentali in pericolo?

I diritti fondamentali degli abitanti della Svizzera proteggono il corpo e la vita come pure gli averi e i beni. Inoltre i diritti fondamentali sono diritti dell'uomo che devono essere applicati per tutto l'ordine giuridico. Tramite la Costituzione lo Stato deve assicurare il rispetto di questi diritti fondamentali. I grandi predatori, e in special modo il lupo, minacciano i diritti fondamentali elementari di incolumità della vita. Secondo il principio di causa-effetto lo Stato è responsabile per tutti i danni che il lupo causa in Svizzera.

Analisi dei cadaveri dei lupi

I cadaveri dei lupi trovati nei Grigioni e in Vallese permettono un esame scientifico morfologico delle caratteristiche delle bestie e la determinazione se si tratta veramente di lupi o piuttosto di ibridi. L'associazione è molto interessata a chiarire la questione degli ibridi e sostiene iniziative in questo senso. Siccome i cadaveri trovati al momento sono ancora oggetto di un'inchiesta penale, attualmente non sono a disposizione per altre analisi.

Sono efficienti le protezioni delle greggi?

Dai Bundesländer Mecklenburg Vorpommern e Sachsen si moltiplicano le notizie di attacchi sempre più arditi di lupi a greggi protette. In una notte sono state colpite dal lupo più di 60 pecore di un gregge. A sentire tali notizie la nervosità dei nostri pecorai è in crescita. La stagione alpestre è già iniziata. Si possono reclutare il numero necessario di pastori e di cani di protezione? Quali recinti sono sicuri e sono accettati come misure di protezione? Sono disposti i proprietari di pecore a lasciare sugli alpeggi le loro pecore? Il concetto-lupo della Confederazione produce regolamentazioni, costi e danni. Anche durante quest'estate impareremo che il concetto fallisce e che i grandi predatori continuano a diffondersi incontrollati.

Prima assemblea dei delegati nazionali

I delegati delle associazioni cantonali si trovano d'accordo sul fatto che la problematica dei grandi predatori viene misconosciuta dalla Confederazione e che le organizzazioni ambientaliste minimizzano la situazione. Basta uno sguardo oltre frontiera per convincersi che un'ulteriore diffusione dei grandi predatori alle condizioni odierne avrà gravi conseguenze economiche.

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