Blue Flower

Gentile signora Consigliera Federale Simonetta Sommaruga,mi riferisco all’articolo pubblicato quasi due mesi or sono su Ticinonline e alla disastrosa situazione a fronte delle continue predazioni da lupo in Ticino e in Svizzera.

https://www.tio.ch/ticino/attualita/1588980/annullato-l-abbattimento-del-lupo-noi-allevatori-trattati-come-cittadini-di-ultima-lega

Mai come in questa stagione vi sono stati tanti avvistamenti e predazioni da lupi in Svizzera. Lei signora Consigliera federale davanti al Consiglio Nazionale a marzo ha dichiarato che in Svizzera è accertato un aumento annuo del 30% e che a quel giorno almeno 150 lupi erano presenti sul territorio nazionale.

Sicuramente oggi sono molti di più considerate le cucciolate intervenute. Cinque Cantoni - Grigioni, Uri, Vallese, Vaud e Glarona - hanno decretato in questi ultimi giorni degli abbattimenti. Alcuni di questi prelievi sono già avvenuti. Il cantone Ticino, nonostante decine e decine di predazioni, nessun abbattimento decretato, situazione che fa imbestialire allevatori, alpigiani e le popolazioni delle Regioni di montagna.

Il BAFU dal 11 giugno è stato incaricato dal Cantone Ticino di gestire la preoccupante situazione di Cerentino. Nulla, a nostra conoscenza, è stato fatto in quasi due mesi. Inaudito! Proprio questa mattina il Cantone ha diramato un allarme sull’Alpe di Pian Crosch, proprio sopra Cerentino.

Signora Consigliera Federale, la ringrazio per la sua lettera del 7 luglio e della dichiarata preoccupazione del Consiglio Federale di cui mi fa parte, ma deve rendersi conto che la situazione in Ticino e sulle Alpi Svizzere è attualmente completamente fuori controllo, drammatica oso affermare.

Lei, il Consiglio Federale e suoi funzionari stanno tirando in giro coloro che lavorano e gestiscono, con grande fatica, il territorio, coloro che allevano animali da reddito, ovini e caprini in particolare. La situazione, a un terzo del periodo d’alpeggio, è insopportabile, avvilente, psicologicamente oppressiva.

Necessitano misure immediate, celeri modifiche di regolamentazioni obsolete e di misure di protezione inapplicabili. Necessità decidere immediatamente sull’abbattimento che fu decretato per Cerentino, è necessario senza mezzi termini un decreto federale urgente sulla regolazione dei lupi e delle mute.

Nel territorio numerose persone, oneste e lavoratrici, sono pronte a prendere misure di autodifesa nel caso che Voi detentori del potere non sapete, o non volete, agire.

Signora Consigliera federale, Non è più tempo di tergiversare, bisogna agire subito ancora in questi giorni. Demandare misure al 2023 o al 2024 sarà troppo tardi. Vi è pure un problema transfrontaliero di migrazione di lupi che richiede l’intervento del Dipartimento degli Esteri che ci legge in copia.

Oltre 900 lupi sono alle frontiere dell’arco alpino dalla Slovenia alla Francia e il Ticino, i Grigioni e il Vallese, per esempio, ne sta facendo pesantemente le spese! Mi scuso se ancora una volta sono a contattarla direttamente.

Con i miei Colleghi dell’Associazione mantello svizzera sono preoccupato per il futuro del settore rurale e della pastorizia. La invito a visitare le nostre regioni e Valli di montagna. Vedere di persona situazioni indicibili e parlare con gli allevatori toccati dalle predazioni, anche in situazioni di perfetta protezione.

Noi siamo pronti ad accompagnarla, attendiamo un suo cenno.

Nell’attesa di misure immediate e tempestive, asteniamoci dalle tirate in giro, sentitamente la saluto cordialmente.

Arch. Germano Mattei, co-presidente Associazione Svizzera per la protezione del Territorio dai Grandi Predatori

Comunicato stampa

Berna, 24 maggio 2022

Il concetto del governo federale di protezione delle mandrie è fallito

Non esiste una protezione delle greggie che funziona. Lo squilibrio costi-benefici è fortemente alterato a scapito della pastorizia. L'obiettivo principale del programma nazionale di protezione delle greggi dal 2013, ovvero gestire l'allevamento senza restrizioni sproporzionate nonostante la presenza di grandi predatori, è fallito.

Le misure preventive disponibili stanno diventando sempre meno efficaci. Dopo l'inizio della stagione di alpeggio 2022, la sofferenza degli allevatori di bestiame da pascolo è diventata insopportabile, e la stagio alpestre non è ancora iniziata. Nel frattempo, la popolazione di lupi cresce senza controllo e la spirale di avvistamenti e predazioni continua senza sosta.

I Delegati cantonali dell'Associazione svizzera per la protezione del territorio dai grandi predatori hanno espresso parole chiare all’assemblea annuale di Berna. È in discussione la garanzia costituzionale della proprietà da parte dello Stato. Senza un intervento rapido ed efficace per regolare la popolazione di lupi, non si possono più escludere azioni personali di difesa della proprietà e del bestiamo custodito.

Non si doveva arrivare a questa situazione. La revisione della legge sulla caccia nel 2020 avrebbe permesso ai Cantoni di regolare in tempo e preventivamente la popolazione dei lupi. Misura che è stata per poco (1.8%) sconfitta alle urne, dopo una massiccia contro-campagna delle associazioni ambientaliste. Le associazioni ambientaliste protagoniste del referendum si sono poi impegnate a nel dare una mano per trovare soluzioni in merito alla detenzione di animali da pascolo. Non ne è venuto fuori nulla! In questo dossier, le associazioni ambientaliste hanno perso ogni credibilità.

Il 19 maggio, il Consiglio federale ha proposto una serie di misure temporanee per la stagione d’alpeggio 2022. L'associazione accoglie con favore le misure già da noi presentate all'ufficio federale competente lo scorso autunno. I cantoni, responsabili delle’ applicazione e gestione delle misure temporanee, sono stati informa in ritardo. Esiste confusione di competenze tra gli uffici cantonali dell'agricoltura e della caccia.

I Delegati delle sezioni cantonali rivolgono un appello agli uffici governativi dei singoli Cantoni affinché sostengano al più presto gli allevatori e dli alpeggianti nell'attuazione delle misure temporanee di emergenza. Ci apsettiamo inoltre che i Cantoni si assumano la necessaria responsabilità per il futuro sviluppo dei loro territori e che, contro le intenzioni del governo federale, non abbandonino i loro preziosi paesaggi culturali alla diffusione sregolata e incontrastata della popolazione di lupi, con tutte le conseguenze negative per la biodiversità, la perdita del patrimonio culturale, il turismo e, in ultima analisi, per la popolazione rurale.

I delegati dei cantoni di montagna hanno approvato la relazione annuale dei presidenti Germano Mattei e Georges Schnydrig, che sono stati riconfermati nelle loro funzioni, e hanno eletto il consulente agricolo grigionese di lunga data Otto Denoth nel Consiglio Direttivo. Livio Crameri della Val Poschiavo, dopo quattro, per motivi di salute si è dimesso dalla Direzione. Crameri è stato calorosamente ringraziato per il suo prezioso lavoro in questi quatro anni d’intensa e qualificata collaborazione

Persone di Contatto:

Germano Mattei, cel. 079 428 40 59 (i/f)

Georges Schnydrig, cel. 078 736 62 58 (d)

Co-Presidenti Associazione Svizzera per la protezione del territorio dai Grandi Predatori

 

Il nostro socio Silvan Darms, come reazione all’uccisione da parte del branco di lupi del Beverin di una mucca nutrice di sette anni sull’alpe Nurdagn sul Schamserberg, ha lanciato una petizione.

Il nostro Comitato direttivo sostiene pienamente questa azione. Si tratta di un forte segnale contro l’attuale politica dei grandi predatori e vuole far pressione sulle autorità ad attuare concrete misure contro la situazione insostenibile con i lupi.

La petizione chiede:

Die sofortige Entnahme des "Beverin-Rudels" allen voran des Leitrüden M92
(L’immediato prelevamento del branco del Beverin, anzitutto del capobranco M92)

Ecco il link della petizione che raccomandiamo di firmare

https://www.change.org/p/die-sofortige-entnahme-des-beverin-rudels-allen-voran-des-leitrüden-m92

Per il comitato direttivo dell’Associazione grigionese per la protezione del territorio dai grandi predatori Rico Calcagnini, presidente

 

 

Diversi lupi hanno attaccato e ucciso una mucca da latte nei Grigioni. Secondo le autorità, è la prima volta che si verifica un attacco a un bovino nel cantone.

L'attacco è avvenuto sull'alpe Nurdagn nello Schamserberg, precisa un comunicato. L'animale ucciso è stato trovato nella zona di passaggio del branco di lupi di Beverin. "Oggi abbiamo a che fare con un incidente di dimensioni completamente diverse", ha dichiarato Adrian Arquint, direttore dell'ufficio cantonale per la caccia e la pesca dei Grigioni.

La mucca da latte di sette anni era con altri bovini in un'area recintata. Questa recinzione però non è considerata una misura di protezione per il bestiame di grandi dimensioni, ha detto il responsabile.

Secondo Arquint, i lupi del branco di Beverin si comportano in modo "molto problematico" da diversi anni. Nel 2020, il branco ha già ucciso un asino. "I predatori sono abituati a eludere le misure di protezione delle mandrie", ma la Confederazione ha finora respinto la richiesta di abbattere il maschio alfa del branco, ha spiegato.

Trasmettitore GPS

Le autorità hanno comunicato che doteranno uno dei lupi del "branco Beverin" di un trasmettitore GPS per monitorare meglio il loro comportamento. Le condizioni per l'uccisione dei lupi in Svizzera sono regolamentate. Nella zona di passaggio del branco di lupi, la soglia federale per i cosiddetti tiri regolamentari era già stata raggiunta prima dell'incidente sull'alpe Nurdagn, si legge nel comunicato.

Attualmente gli abbattimenti sono possibili solo quando il numero di cuccioli nel branco è confermato. Secondo Arquint, questi dati potrebbero essere noti al più tardi all'inizio di settembre. La metà dei giovani animali sarà probabilmente abbattuta, ha detto.

Alla fine del 2019, il governo federale aveva autorizzato le autorità grigionesi ad abbattere quattro giovani lupi del branco Calanda. Tre delle quattro autorizzazioni sono andate a buon fine.

Fonte Keystone-ATS

 

 

Visite agli articoli
550476