Blue Flower

La Confederazione lavora a pieno ritmo all'elaborazione di misure d'emergenza per sostenere la stagione alpestre 2022. Nella sessione primaverile il Parlamento ha approvato un credito di 5,7 milioni di franchi e ha dato al Consiglio federale il mandato di definire misure d'emergenza e urgenti per la protezione degli animali sugli alpeggi. L'obiettivo è di evitare che si ripeta, come l'anno scorso, una stagione alpestre con numerosi attacchi da parte dei lupi.

La revisione della legge sulla caccia nell'autunno 2020, fallita a causa di un referendum, ha causato la diffusione incontrollata dei lupi in Svizzera (più del 30% annuo) e nell'estate 2021 ha provocato danni importanti al bestiame, soprattutto nelle zone di montagna e alpine.

Per la stagione di pascolo 2022, alpeggianti, pastori e gli agricoltori hanno bisogno di assicurazioni e in particolare che nuove misure straordinarie di protezione a supporto del settore siano con urgenza approvate e finanziate.

Nelle discussioni in corso con le associazioni, le organizzazioni agricole, i cantoni e la Confederazione, si stanno esaminando le misure da adottare nella prossima stagione in tutte le regioni della Svizzera per sostenere gli allevatori sugli alpeggi.

L'Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), coordina, con altri Uffici federali, le possibili misure da adottare.

Secondo la Direttrice dell’UFAM, Katrin Schneeberger, una selezione di misure immediate dovrebbe essere disponibile nella prima metà del mese di maggio 2022 Aiuti che potranno essere richieste, a mezzo dei Cantoni, dagli allevatori, alpeggiatori e dai responsabili dei pascoli alpini.

Il Settore primario accoglie con favore l'approccio proposto dall'UFAM, ma sottolinea che seppure le misure urgenti e d'emergenza forniscono un aiuto e un sostegno concreto, le stesse non cambiano il problema di fondo della diffusione massiccia e incontrollata dei grandi carnivori. In concreto e parallelamente sono necessarie opzioni di regolamentazione efficaci, azioni che devono essere attuate urgentemente nel prossimo futuro con la revisione della legge sulla caccia.

Per ulteriori informazioni potete contattare:
Germano Mattei, co-presidente Ass. Svizzera per un Territorio libero dai Grandi Predatori / Cel. +41 79 428 40 59.

 

 

Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio un lupo della Val Surselva superiore (GR) è stato abbattuto dai guardiani della selvaggina perché troppo pericoloso per l'uomo

Un lupo è stato abbattuto dai guardacaccia grigionesi nella regione di Disentis (GR), nella Surselva superiore, durante la notte tra il 19 e il 20 gennaio 2022. L'esemplare rappresentava un pericolo per l'uomo.

Stando alla nota odierna dell'Ufficio per la caccia e la pesca dei Grigioni, gli organi di vigilanza della selvaggina hanno seguito e studiato attentamente e per lungo tempo l'evoluzione del comportamento dei lupi nei confronti della popolazione della Cadi, nella regione della Surselva superiore.

Sono stati purtroppo vani i tentativi di distogliere dalla zona il grande predatore. Sono stati utilizzati di proiettili di gomma e si tentato di dotarlo di un trasmettitore di telemetria. Domenica mattina scorsa, di buon'ora, il lupo aveva seguito a lungo e a pochi metri una persona. Si ipotizza, così affermano i responsabili cantonali, che il lupo soppresso era probabilmente un lupo solitario.

Il Cantone dei Grigioni ha pertanto deciso di procedere all'abbattimento dell'animale problematico, applicando la clausola generale di polizia. Questa regola viene applicata in assenza di una base legale, ma quando il pericolo per la vita e la proprietà è molto elevato.

L'animale ucciso è stato ora portato al Centro di medicina dei pesci e della fauna selvatica (Fiwi) a Berna. L'esame genetico sarà effettuato al Laboratoire de Biologie de la Conservation dell'Università di Losanna. "Speriamo che l'esame ci dia indicazioni sullo stato di salute dell'animale, sul contenuto del suo stomaco e sulle sue caratteristiche generali", ha spiegato Adrian Arquint, capo dell'Ufficio per la caccia e la pesca. I risultati sono attesi nelle prossime settimane.

 

Caso analogo nel Vallese

Lunedì scorso, nella Val d'Anniviers (Vallese), un'escursionista ha incontrato un lupo che non ha mostrato alcuna timidezza nei suoi confronti. La decisione dei guardacaccia vallesani è stata quella di effettuare pattugliamenti regolari per monitorare il comportamento dell'animale.

Se necessario, i responsabili potranno sparare per spaventare l'animale oppure ucciderlo in caso di pericolo imminente. Questa la comunicazione della Cancelleria di Stato del Vallese. Inoltre, è stato aumentato il numero di fototrappole. "Per quanto riguarda il lupo grigionese, queste soluzioni non sono servite a nulla. Nelle ultime settimane gli incontri pericolosi con il lupo sono fortemente aumentati", ha aggiunto Arquint motivando l'abbattimento dell'esemplare problematico.

Fonte Keystone-ATS

 

Berna, 12 maggio 2021 - I delegati cantonali dell’”Associazione Svizzera senza Grandi Predatori" riuniti a Berna per la loro 6a Assemblea annuale hanno deciso il cambio del nome dell’Associazione. Il nuovo nome "Associazione Svizzera per la protezione del territorio dai grandi predatori" corrisponde alla strategia politica a lungo termine dell'associazione per trattare la problematica dei grandi carnivori, politica che è già in vigore sin dalla fonazione dell’Associazione nel settembre 2015.

I rappresentanti delle organizzazioni cantonali osservano con preoccupazione che l'attuale progetto di modifica dell'Ordinanza sulla caccia nel quadro dell'attuale legge non è in grado di affrontare i problemi più urgenti, che includono la protezione e la sicurezza della popolazione, la designazione di aree prioritarie per gli animali di allevamento e la fauna selvatica, la regolazione preventiva dei lupi (tiri di avvertimento!), una rapida determinazione del DNA in caso di attacchi di lupo, la riduzione dei pagamenti diretti in caso di scarico anrticipato degli alpeggi a causa della presenza di lupo, la completa assunzione dei costi per la protezione delle greggi, il risarcimento delle predazioni sugli alpeggi non proteteggibili -in Ticino il 70%), misure aggiuntive nelle aree colpite delle regioni turistiche e l'abbassamento della protezione del lupo nella Convenzione di Berna. Invece di utilizzare il numero di animali da allevamento uccisi come criterio autorizzazione al tiro, come proposto nell'ordinanza sulla caccia, secondo la richiesta dell'associazione, dovrebbe ora servire da criterio il numero di attacchi agli animali d’allevamento.

La discussione senza fine sugli animali feriti, sugli aborti e l’infertilità da stress, scomparsi o macellati d'urgenza diventerebbe obsoleta. Anche la mancanza di trasparenza da parte delle autorità riguardo agli animali da allevamento uccisi, feriti e dispersi negli attacchi dei lupi è percepita come scioccante. Per controbilanciare il monopolio statale, l'associazione sostiene quindi un sistema di segnalazione basato sul web, con il quale è possibile registrare, valutare e pubblicare tempestivamente i danni agli animali da allevamento.

Insieme ai rappresentanti parlamentari del gruppo di interesse per la sicurezza nelle Camere federali, l'associazione continuerà a mantenere alta la pressione politica sull'amministrazione.

Per domande:
G. Schnydrig Tel. 078 736 62 58
G. Mattei Tel. 079 428 40 59
Co-Presidenti Associazione Svizzera per la protezione del territorio dai Grandi Predatori.


www.lr-grt.ch

Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC)
Consigliera federale Simonetta Sommaruga
Palazzo federale nord
CH-3003 Berna

Berna, 6 luglio 2021

Gentile signora Consigliera federale,

Le rappresentanti e i rappresentanti dei Cantoni di montagna la esortano, in qualità di direttrice del competente Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), ad intervenire rapidamente contro la diffusione incontrollata del lupo. La situazione nelle regioni colpite rischia di andare completamente fuori controllo. Nel Canton Grigioni, e in altri Cantoni, regnano delle condizioni da cui abbiamo messo in guardia da anni e che ora sono purtroppo una triste quotidianità:

  • Forte aumento di predazioni mortali a greggi di pecore protette e scarichi d’emergenza degli alpeggi già all’inizio del periodo del pascolo, come recentemente nelle regioni di Klosters o Goms.
  • Attacchi a mandrie di mucche che causano panico e cadute.
  • Possibili incontri con il lupo a qualsiasi ora del giorno e della notte.
  • Branchi di lupi che vagano attorno e dentro i villaggi senza mostrare alcun timore nei confronti dell’uomo e dei sui averi.
  • L’allevamento di bovini in parchi all’aperto, rispettosi della specie, non è quasi più sicuro.
  • Le spese per la protezione delle greggi aumentano incessantemente. I danni continuano ad aumentare pure sugli alpeggi e i prati protetti.
  • Le regioni turistiche alpine stanno diventando insicure per l’uomo.

È urgente la necessità di chiarimento e di intervento per numerosi punti, che non sono stati trattati nel quadro della scorsa modifica dell’ordinanza, vale a dire nei seguenti ambiti:

  • protezione e sicurezza della popolazione,
  • creazione di comprensori di valorizzazione per animali da reddito e selvatici,
  • regolazione preventiva della popolazione di lupi,
  • definizione chiara di pascoli proteggibili e non proteggibili con la validazione dei piani cantonali d’alpeggio tramite l’UFAM,
  • compensazione completa delle misure di protezione delle greggi e pagamento dei contributi di estivazione, nonostante scarichi prematuri degli alpeggi a causa di attacchi di lupi,
  • sostegno delle regioni turistiche per la protezione degli ospiti e la sicurezza dei sentieri,
  • esecuzione concreta della domanda svizzera di declassamento del grado di protezione del lupo dovuta alla Convenzione di Berna

Come spiegato dal Consiglio federale nelle sue risposte a diverse iniziative parlamentari, per l’autunno 2022 è previsto uno studio di base di Agroscope, nel quale verranno identificate le necessità di azione e verranno proposte delle rispettive misure. Il Consiglio federale pubblicherà poi un rapporto in merito nell’autunno 2023. Di fronte a questa situazione urgente, e data la prospettiva di un rapporto tra al minimo due anni, la popolazione direttamente interessata si sente abbandonata a sé stessa e non presa sul serio. Ciò di cui c’è bisogno ora sono degli approcci pratici e concreti che possono ad esempio essere testati nel quadro di progetti pilota limitati geograficamente e temporalmente. I risultati dei progetti pilota creeranno le basi necessarie per sviluppare misure efficaci attuabili in tutta la Svizzera.
Senza la possibilità e la prospettiva di contrastare l’ulteriore massiccio aumento degli attacchi di lupi, le regioni di montagna colpite si dissangueranno in poco tempo. La conservazione e il mantenimento dei pascoli montani, ricchi di specie, sono in serio pericolo. Intere vallate sono minacciate dall’imboschimento e dalla conseguente perdita di biodiversità.
Vorremmo perciò, il più presto possibile, entrare in dialogo con lei signora Consigliera federale e presentarle in prima persona le nostre preoccupazioni. Inoltre, saremmo molto lieti di mostrarle delle possibili misure d’azione, che potrebbero sostenere l’economia alpestre e lo sfruttamento dei pascoli in relazione alla presenza del lupo. Attendiamo fiduciosi un suo cortese invito.


Cordiali saluti, 

CN Monika Rüegger Co-presidente IG-Sicurezza

Georges Schnydrig e Germano Mattei Co-presidenti APTdaiGP

 

Berna, 4 Febbraio 2021 - Il risicato "No" alla revisione della legge sulla caccia del 27 settembre 2020 impedisce una più che urgente necessità di agire nell’ambito della regolamentazione del lupo.

Il "No" rende più difficile per i cantoni regolare la popolazione in modo mirato. Attualmente si osserva uno sviluppo demografico estremamente dinamico della popolazione di lupi nei cantoni di montagna e nelle zone rurali con conseguenze negative per la popolazione, l'agricoltura e il turismo.

Il Consiglio federale è chiamato ad affrontare il problema dei grandi predatori il più rapidamente possibile a livello di ordinanze e leggi. Diverse richieste sono già state fatte tramite degli atti dal Parlamento federale.

L'Associazione Svizzera per un Territorio senza Grandi Predatori sta adattando il suo lavoro quale associazione alle nuove circostanze ed esigenze. In collaborazione con le/i Parlamentari dei cantoni di montagna e la «Comunità d’interesse sicurezza» l’associazione coordina gli atti parlamentari per quanto riguarda i grandi predatori e la protezione delle greggi. Inoltre, i governi cantonali sono invitati a riconoscere l'urgente necessità di agire nell'ambito della regolamentazione del lupo e a chiedere al Consiglio federale di intervenire rapidamente.

Insieme alle organizzazioni di contadini, in primo luogo l'Unione Svizzera dei Contadini, la Società svizzera di economia alpestre e le Federazioni svizzere d’allevamento ovino e caprino, l'associazione si sforza per trovare le migliori soluzioni possibili per proteggere gli animali da reddito e da pascolo, nonché la popolazione. Il rapido adattamento dell'ordinanza sulla caccia come primo passo è di centrale importanza. Una regolazione preventiva della popolazione di lupi è indispensabile.

Inoltre, è necessaria un'azione a livello europeo per un allentamento dello stato di protezione del lupo (Convenzione di Berna). Senza dimenticare che la questione dell'ibridazione lupocane non è ancora stata chiarita. Una conferenza di coordinamento con i laboratori europei dovrebbe portare ad un allineamento del metodo di analisi e del risultato. L’associazione si impegna costantemente per queste e altre importanti rivendicazioni e continua a lavorare con i diretti interessati e le associazioni per la protezione degli animali da reddito e da pascolo, del paesaggio e della popolazione.

Per domande:

  • G. Schnydrig Tel. 078 736 62 58
    G. Mattei Tel. 079 428 40 59
    Co-presidenti dell'Associazione Svizzera per un Territorio senza Grandi Predatori
    www.lr-grt.ch
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