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Berna, 12 maggio 2021 - I delegati cantonali dell’”Associazione Svizzera senza Grandi Predatori" riuniti a Berna per la loro 6a Assemblea annuale hanno deciso il cambio del nome dell’Associazione. Il nuovo nome "Associazione Svizzera per la protezione del territorio dai grandi predatori" corrisponde alla strategia politica a lungo termine dell'associazione per trattare la problematica dei grandi carnivori, politica che è già in vigore sin dalla fonazione dell’Associazione nel settembre 2015.

I rappresentanti delle organizzazioni cantonali osservano con preoccupazione che l'attuale progetto di modifica dell'Ordinanza sulla caccia nel quadro dell'attuale legge non è in grado di affrontare i problemi più urgenti, che includono la protezione e la sicurezza della popolazione, la designazione di aree prioritarie per gli animali di allevamento e la fauna selvatica, la regolazione preventiva dei lupi (tiri di avvertimento!), una rapida determinazione del DNA in caso di attacchi di lupo, la riduzione dei pagamenti diretti in caso di scarico anrticipato degli alpeggi a causa della presenza di lupo, la completa assunzione dei costi per la protezione delle greggi, il risarcimento delle predazioni sugli alpeggi non proteteggibili -in Ticino il 70%), misure aggiuntive nelle aree colpite delle regioni turistiche e l'abbassamento della protezione del lupo nella Convenzione di Berna. Invece di utilizzare il numero di animali da allevamento uccisi come criterio autorizzazione al tiro, come proposto nell'ordinanza sulla caccia, secondo la richiesta dell'associazione, dovrebbe ora servire da criterio il numero di attacchi agli animali d’allevamento.

La discussione senza fine sugli animali feriti, sugli aborti e l’infertilità da stress, scomparsi o macellati d'urgenza diventerebbe obsoleta. Anche la mancanza di trasparenza da parte delle autorità riguardo agli animali da allevamento uccisi, feriti e dispersi negli attacchi dei lupi è percepita come scioccante. Per controbilanciare il monopolio statale, l'associazione sostiene quindi un sistema di segnalazione basato sul web, con il quale è possibile registrare, valutare e pubblicare tempestivamente i danni agli animali da allevamento.

Insieme ai rappresentanti parlamentari del gruppo di interesse per la sicurezza nelle Camere federali, l'associazione continuerà a mantenere alta la pressione politica sull'amministrazione.

Per domande:
G. Schnydrig Tel. 078 736 62 58
G. Mattei Tel. 079 428 40 59
Co-Presidenti Associazione Svizzera per la protezione del territorio dai Grandi Predatori.


www.lr-grt.ch

Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC)
Consigliera federale Simonetta Sommaruga
Palazzo federale nord
CH-3003 Berna

Berna, 6 luglio 2021

Gentile signora Consigliera federale,

Le rappresentanti e i rappresentanti dei Cantoni di montagna la esortano, in qualità di direttrice del competente Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), ad intervenire rapidamente contro la diffusione incontrollata del lupo. La situazione nelle regioni colpite rischia di andare completamente fuori controllo. Nel Canton Grigioni, e in altri Cantoni, regnano delle condizioni da cui abbiamo messo in guardia da anni e che ora sono purtroppo una triste quotidianità:

  • Forte aumento di predazioni mortali a greggi di pecore protette e scarichi d’emergenza degli alpeggi già all’inizio del periodo del pascolo, come recentemente nelle regioni di Klosters o Goms.
  • Attacchi a mandrie di mucche che causano panico e cadute.
  • Possibili incontri con il lupo a qualsiasi ora del giorno e della notte.
  • Branchi di lupi che vagano attorno e dentro i villaggi senza mostrare alcun timore nei confronti dell’uomo e dei sui averi.
  • L’allevamento di bovini in parchi all’aperto, rispettosi della specie, non è quasi più sicuro.
  • Le spese per la protezione delle greggi aumentano incessantemente. I danni continuano ad aumentare pure sugli alpeggi e i prati protetti.
  • Le regioni turistiche alpine stanno diventando insicure per l’uomo.

È urgente la necessità di chiarimento e di intervento per numerosi punti, che non sono stati trattati nel quadro della scorsa modifica dell’ordinanza, vale a dire nei seguenti ambiti:

  • protezione e sicurezza della popolazione,
  • creazione di comprensori di valorizzazione per animali da reddito e selvatici,
  • regolazione preventiva della popolazione di lupi,
  • definizione chiara di pascoli proteggibili e non proteggibili con la validazione dei piani cantonali d’alpeggio tramite l’UFAM,
  • compensazione completa delle misure di protezione delle greggi e pagamento dei contributi di estivazione, nonostante scarichi prematuri degli alpeggi a causa di attacchi di lupi,
  • sostegno delle regioni turistiche per la protezione degli ospiti e la sicurezza dei sentieri,
  • esecuzione concreta della domanda svizzera di declassamento del grado di protezione del lupo dovuta alla Convenzione di Berna

Come spiegato dal Consiglio federale nelle sue risposte a diverse iniziative parlamentari, per l’autunno 2022 è previsto uno studio di base di Agroscope, nel quale verranno identificate le necessità di azione e verranno proposte delle rispettive misure. Il Consiglio federale pubblicherà poi un rapporto in merito nell’autunno 2023. Di fronte a questa situazione urgente, e data la prospettiva di un rapporto tra al minimo due anni, la popolazione direttamente interessata si sente abbandonata a sé stessa e non presa sul serio. Ciò di cui c’è bisogno ora sono degli approcci pratici e concreti che possono ad esempio essere testati nel quadro di progetti pilota limitati geograficamente e temporalmente. I risultati dei progetti pilota creeranno le basi necessarie per sviluppare misure efficaci attuabili in tutta la Svizzera.
Senza la possibilità e la prospettiva di contrastare l’ulteriore massiccio aumento degli attacchi di lupi, le regioni di montagna colpite si dissangueranno in poco tempo. La conservazione e il mantenimento dei pascoli montani, ricchi di specie, sono in serio pericolo. Intere vallate sono minacciate dall’imboschimento e dalla conseguente perdita di biodiversità.
Vorremmo perciò, il più presto possibile, entrare in dialogo con lei signora Consigliera federale e presentarle in prima persona le nostre preoccupazioni. Inoltre, saremmo molto lieti di mostrarle delle possibili misure d’azione, che potrebbero sostenere l’economia alpestre e lo sfruttamento dei pascoli in relazione alla presenza del lupo. Attendiamo fiduciosi un suo cortese invito.


Cordiali saluti, 

CN Monika Rüegger Co-presidente IG-Sicurezza

Georges Schnydrig e Germano Mattei Co-presidenti APTdaiGP

 

Berna, 4 Febbraio 2021 - Il risicato "No" alla revisione della legge sulla caccia del 27 settembre 2020 impedisce una più che urgente necessità di agire nell’ambito della regolamentazione del lupo.

Il "No" rende più difficile per i cantoni regolare la popolazione in modo mirato. Attualmente si osserva uno sviluppo demografico estremamente dinamico della popolazione di lupi nei cantoni di montagna e nelle zone rurali con conseguenze negative per la popolazione, l'agricoltura e il turismo.

Il Consiglio federale è chiamato ad affrontare il problema dei grandi predatori il più rapidamente possibile a livello di ordinanze e leggi. Diverse richieste sono già state fatte tramite degli atti dal Parlamento federale.

L'Associazione Svizzera per un Territorio senza Grandi Predatori sta adattando il suo lavoro quale associazione alle nuove circostanze ed esigenze. In collaborazione con le/i Parlamentari dei cantoni di montagna e la «Comunità d’interesse sicurezza» l’associazione coordina gli atti parlamentari per quanto riguarda i grandi predatori e la protezione delle greggi. Inoltre, i governi cantonali sono invitati a riconoscere l'urgente necessità di agire nell'ambito della regolamentazione del lupo e a chiedere al Consiglio federale di intervenire rapidamente.

Insieme alle organizzazioni di contadini, in primo luogo l'Unione Svizzera dei Contadini, la Società svizzera di economia alpestre e le Federazioni svizzere d’allevamento ovino e caprino, l'associazione si sforza per trovare le migliori soluzioni possibili per proteggere gli animali da reddito e da pascolo, nonché la popolazione. Il rapido adattamento dell'ordinanza sulla caccia come primo passo è di centrale importanza. Una regolazione preventiva della popolazione di lupi è indispensabile.

Inoltre, è necessaria un'azione a livello europeo per un allentamento dello stato di protezione del lupo (Convenzione di Berna). Senza dimenticare che la questione dell'ibridazione lupocane non è ancora stata chiarita. Una conferenza di coordinamento con i laboratori europei dovrebbe portare ad un allineamento del metodo di analisi e del risultato. L’associazione si impegna costantemente per queste e altre importanti rivendicazioni e continua a lavorare con i diretti interessati e le associazioni per la protezione degli animali da reddito e da pascolo, del paesaggio e della popolazione.

Per domande:

  • G. Schnydrig Tel. 078 736 62 58
    G. Mattei Tel. 079 428 40 59
    Co-presidenti dell'Associazione Svizzera per un Territorio senza Grandi Predatori
    www.lr-grt.ch

Care Amiche e cari amici,

Legge sulla caccia, la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici: di misura abbiamo perso: 51.93% di no e 48.07% sì. Dura lex sed lex. La vecchia legge sulla caccia  vetusta di 34 anni rimane in vigore, anche se non più attuale.

La spaccatura tra Cantoni alpini (deboli e poco popolati) e Cantoni urbani e cittadini (forti in tutti i sensi) si è evidenziata e ha prevalso, per poco ma ha prevalso. Una soddisfazione è il voto ticinese favorevole alla nuova legge. Un gran lavoro da parte di molte persone premiato, anche se il risultato finale nazionale non soddisfa. Peccato anche da noi, eccetto il risultato positivo di Lugano, le Città non hanno aiutato. Il Ticino perde il suo spirito rurale e di vicinanza al territorio. 

 Ora si deve ripartire con il lavoro di gestione di una realtà inaccettabile, con l’incremento nel territorio dei grandi predatori (anche detti grandi carnivori), lupo in particolare, ma non solo (lince, orso, sciacallo dorato). La crescita annuale di lupi risulta di almeno il 30%, oggi in Svizzera sono oltre 100 gli esemplari, oltre 12 le famiglie insediate. Incremento non più tollerabile, che comincia a far paura, una realtà che tra poco produrrà conseguenze nefaste. Necessaria la pressione per la modifica della Convenzione di Berna (anno 1979) nei confronti di Bruxelles e Strasburgo. Si dovrà forse pensare a un decreto federale urgente per la sicurezza delle popolazioni alpine, dell’agricoltura, l’alpeggio e allevatori, del turismo e dell’economia periferica e alpina in genere. 

 Il fronte del no, con importantissimi mezzi finanziari (da 1 a 5 nei nostri confronti), hanno improntato una campagna “sentimentale” che ha toccato gli animi sensibili, proponendo argomenti fuori luogo. Hanno parlato di abbattimenti, di selvaggina protetta in pericolo, quando le uniche specie cacciabili inserite nella legge erano il lupo (pur sempre tutelato con numerose protezioni) e lo stambecco. 

 Il lavoro da fare ora è di non mollare l’azione per trovare soluzioni valide e condivise. Oggi la Svizzera ha dato una stangata al ceto del primario. Altri Alpi saranno abbandonati e lasciati a se stessi, altri allevatori di piccoli animali (capre e pecore) abbandoneranno l’attività a fronte di sfide ingestibili. Hanno un bel dire le Signore innominabili dei Verdi, che si deve sostenere, avere cani di guardiania, che gli allevatori devono fare questo e quello, il tutto senza minimamente conoscere le reali situazioni di lavoro di questa gente e le realtà alpine. Realtà per nulla equiparabili alle situazioni di pianura, situazioni agevoli prive di sassaie e macigni, di forre impressionanti, dirupi torrenti impetuosi e altri. 

 Si conclude una giornata che ingenuamente speravamo migliore per il settore alpino e agreste. Il 48.07% dei votanti è comunque con noi ed è un numero che potrà essere dimenticato nel cammino che ci attende tutti nei prossimi mesi. Mai mollare il motto: valli e montagne abbandonate non servono a nessuno! Grazie a tutte e a Tutti coloro che hanno sostenuto la nostra campagna per una legge che era al passo con i tempi. 

 Arch. Germano Mattei Co-Presidente Associazione Svizzera per un Territorio senza Grandi Predatori

Il 27.09.2020 voteremo sul futuro della caccia. Diverse organizzazioni per la protezione degli animali e della natura hanno indetto un referendum contro la revisione della Legge sulla caccia.

Noi del Comitato “Pro” Legge sulla caccia siamo convinti della validità della nuova Legge che crea maggiore sicurezza per gli animali, la natura e le persone, promuove la biodiversità, rafforza la protezione del paesaggio rurale e permette di gestire la caccia in modo progressista e con uno sguardo al futuro.

Vinceremo la votazione per la nuova Legge sulla caccia solo se il maggior numero possibile di persone si daranno concretamente da fare per sostenerla. Anche il vostro impegno è importante: aiutateci nella lotta per una Legge progressista sulla caccia con più sicurezza per gli animali, la natura e l’uomo.

 Sostenete la campagna di CacciaSvizzera, Unione Svizzera dei Contadini e Gruppo Svizzero per le Regioni di Montagna.


Sì alla legge sulla caccia

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