Blue Flower

L'associazione territorio svizzero senza grandi predatori difende gli interessi della popolazione di montagna, dell'agricoltura, del turismo e della caccia che soffrono per le conseguenze della presenza dei grandi predatori come il lupo, l'orso, la lince.

Mozione Rieder bocciata al Consiglio degli Stati

Il 9 marzo 2016 il Consiglio degli Stati ha bocciato con 26 contro 17 voti la mozione Rieder (Imoberdorf) che voleva rendere cacciabile il lupo durante tutto l'anno. Gli oppositori hanno fatto valere l'argomento che l’allentamento della possibilità di cacciare il lupo avrebbe causato il loro nuovo sterminio in Svizzera. La nostra associazione è dell'opinione che la competenza nel campo dei grandi predatori dovrebbe essere data ai cantoni.

Dibattito sulla mozione Engler

Nel giugno 2014 il Consiglio degli Stati ha approvato la mozione Engler che nel marzo 2015 è stata approvata anche dal Consiglio nazionale. L'amministrazione federale prepara una revisione di legge o di decreto, che probabilmente verrà messa in consultazione nell’agosto del 2016. Nel caso di una revisione legislativa le due camere dibatteranno la legge nella primavera del 2017. Nel caso di un cambiamento di decreto non ci sarebbe un dibattito. La mozione Engler cementa l'attuale insoddisfacente strategia della Confederazione relativa ai grandi predatori. Essa non dà una risposta agli alti costi di realizzazione, alla violazione dei diritti fondamentali e del principio di sussidiarietà.

CAPT-N sostiene l'iniziativa parlamentare del Vallese

La commissione dell'ambiente del Consiglio nazionale ha dibattuto sull'iniziativa parlamentare del canton Vallese «Wolf! fertig lustig», che chiede l'uscita dalla Convenzione di Berna e la cacciabilità del lupo. Una maggioranza della Commissione sostiene l'iniziativa e consiglia la grande camera di approvarla. Una volta di più si vede il disagio dei parlamentari nei confronti della strategia intrapresa dalla Confederazione.

Diritti fondamentali in pericolo?

I diritti fondamentali degli abitanti della Svizzera proteggono il corpo e la vita come pure gli averi e i beni. Inoltre i diritti fondamentali sono diritti dell'uomo che devono essere applicati per tutto l'ordine giuridico. Tramite la Costituzione lo Stato deve assicurare il rispetto di questi diritti fondamentali. I grandi predatori, e in special modo il lupo, minacciano i diritti fondamentali elementari di incolumità della vita. Secondo il principio di causa-effetto lo Stato è responsabile per tutti i danni che il lupo causa in Svizzera.

Analisi dei cadaveri dei lupi

I cadaveri dei lupi trovati nei Grigioni e in Vallese permettono un esame scientifico morfologico delle caratteristiche delle bestie e la determinazione se si tratta veramente di lupi o piuttosto di ibridi. L'associazione è molto interessata a chiarire la questione degli ibridi e sostiene iniziative in questo senso. Siccome i cadaveri trovati al momento sono ancora oggetto di un'inchiesta penale, attualmente non sono a disposizione per altre analisi.

Sono efficienti le protezioni delle greggi?

Dai Bundesländer Mecklenburg Vorpommern e Sachsen si moltiplicano le notizie di attacchi sempre più arditi di lupi a greggi protette. In una notte sono state colpite dal lupo più di 60 pecore di un gregge. A sentire tali notizie la nervosità dei nostri pecorai è in crescita. La stagione alpestre è già iniziata. Si possono reclutare il numero necessario di pastori e di cani di protezione? Quali recinti sono sicuri e sono accettati come misure di protezione? Sono disposti i proprietari di pecore a lasciare sugli alpeggi le loro pecore? Il concetto-lupo della Confederazione produce regolamentazioni, costi e danni. Anche durante quest'estate impareremo che il concetto fallisce e che i grandi predatori continuano a diffondersi incontrollati.

Prima assemblea dei delegati nazionali

I delegati delle associazioni cantonali si trovano d'accordo sul fatto che la problematica dei grandi predatori viene misconosciuta dalla Confederazione e che le organizzazioni ambientaliste minimizzano la situazione. Basta uno sguardo oltre frontiera per convincersi che un'ulteriore diffusione dei grandi predatori alle condizioni odierne avrà gravi conseguenze economiche.

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